Chiedete a 100 strateghi da dove traggono le loro strategie e otterrete 100 risposte diverse. Benché io non faccia eccezione, i miei colleghi accademici mi attribuiscono comunque una certa originalità Ciò che mi differenzia nel modo in cui ho costruito la mia azienda rimane il nucleo di come si dà corpo e struttura al purpose. Il purpose è il tracciato da seguire, la strategia fornisce le indicazioni. La strategia è la vostra roadmap, una sorta di GPS attraverso il quale un’azienda trova la sua collocazione sul mercato e il suo destino nel mondo.
La strategia in sostanza vi spiega come arrivare là dove il purpose conduce. Considerate le parole di Philip Kotler: “oggi molte imprese sembrano imbarcazioni alla deriva. Le poche che riescono a raggiungere la riva seguono la luce che si propaga da un’idea brillante”. (…) Per noi di BrightHouse il lavoro sul purpose rappresenta una vera e propria responsabilità. La nostra sfida quotidiana sta nel fare in modo che le imprese mettano efficacemente in atto le loro strategie sostenute da questo purpose. Una strategia ben definita è un faro che vi guida nel vostro viaggio alla ricerca del purpose. Ethos, cultura e valori hanno rivelato la vostra verità senza tempo. Adesso sarà la strategia a illuminare il cammino con una pianificazione sollecita.
Il purpose è il vostro perché. La strategia il vostro come. Senza purpose dunque non può esserci nemmeno una strategia. Negli ultimi tre decenni ho visto imprese brillanti fallire, strategie di prezzo rivelarsi inadeguate, strategie di posizionamento del mercato del luxury riportare esiti miserandi e strategie di nicchia mancare il bersaglio. In tutti questi casi la ragione del fallimento era evidente. L’obiettivo non era un fine superiore, uno scopo più alto. Non era un purpose.
Se la vostra strategia aziendale consiste nel portare il maggior numero di cose al maggior numero di chi dovete prima di tutto chiedervi perché. Prendete il concetto di guerra, per esempio. Strategia è un termine militare che deriva dal greco strategia, ovvero comando dell’esercito. Le guerre non si vincono grazie alla rapidità, all’agilità, alla manovrabilità, all’adattabilità o all’armamento: si vincono grazie agli ideali superiori che i paesi e gli eserciti hanno instillato nei loro soldati. Alcune delle battaglie più sanguinose sono state combattute in nome della fede, la parola che nelle religioni indica il purpose. La morale è semplice: l’emozione in azione ha la meglio.
* Joey Reiman
Brano tratto da Purpose, tradotto e pubblicato in Italia da Vallardi editore, Milano, anno 2000 (pagg. 106 – 107)
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