Elon Musk ha in mente un modello preciso: gestire gli spostamenti di tutto ciò che si muove, sulla terra, sui mari e nello spazio. Le sue attività sfornano numeri che lasciano intravedere uno sviluppo ancora florido, con al centro ciò che lui stesso ha definito Super Intelligence, il motore di tutta la sua filiera, su cui farà convergere ulteriori ricerche e investimenti. L’asticella della competizione tecnologica con altri fornitori, soprattutto cinesi, si alza ulteriormente e quel nuovo livello potrebbe tornare a diventare la nuova frontiera più avanzata da inseguire. Un segnale, e un invito, anche per le imprese che hanno deciso di guardare con fiducia all’Intelligenza Artificiale e che trovano punti di riferimento a cui guardare per trarre ispirazione e insegnamento.

I risultati di Space X del terzo trimestre 2026 rilasciati recentemente raccontano la capacità dell’azienda di trasformare ambizioni spaziali e investimenti in un business dalle dimensioni sorprendenti. Il fatturato è balzato del 161% a 14,6 miliardi di dollari, mentre l’utile netto ha raggiunto i 4,4 miliardi da una perdita di 1,1 miliardi registrata un anno prima.

A spingere i conti è soprattutto l’AI: la divisione Super Intelligence ha generato 7,6 miliardi di ricavi, quasi dieci volte quelli dell’anno precedente. La vera macchina dei profitti resta comunque Starlink, con 5,2 miliardi di fatturato (+69%) e 2,4 miliardi di utile operativo. La costellazione satellitare conta ormai 13,6 milioni di abbonati consumer e punta a ridisegnare il mercato mondiale delle Tlc. Dalla connessione Internet domestica ai servizi per aerei, navi e smartphone, Starlink potrebbe trasformarsi in un concorrente diretto degli operatori tradizionali, conquistando una quota crescente della spesa globale per la connettività.

Una prospettiva che si inserisce nel trend della space economy: secondo McKinsey e World Economic Forum, il settore potrebbe raggiungere 1.800 miliardi entro il 2035, quasi tre volte i 630 del 2023. E Musk immagina già un’altra rivoluzione societaria. Il fondatore ha definito una buona idea la possibile fusione tra SpaceX e Tesla, a testimonianza che il “motore di gestione e controllo con l’AI di ogni mezzo che si muove” diventa il modello universale, peraltro confermando le valutazioni di comitati indipendenti. Barclays considera l’operazione strategicamente plausibile e ipotizza SpaceX come acquirente, mentre a Wall Street si discutono le sinergie nell’intelligenza artificiale, robotica e produzione di semiconduttori.

Restano sullo sfondo ostacoli regolamentari, conflitti d’interesse e investimenti colossali: per queste voci SpaceX ha speso quasi 20 miliardi nel trimestre. La sfida è finanziare il futuro senza compromettere la redditività del presente. Per il visionario Musk, Marte resta la destinazione finale, il punto di riferimento e di arrivo per calamitare attenzioni e clienti, consapevole che la ricerca per i viaggi spaziali genererà lucrose innovazioni tecnologiche. Per questo il viaggio di SpaceX potrebbe creare valore soprattutto sulla terra, dove sono previsti investimenti ingenti anche per il 2027.

Per McKinsey l’attrattività del settore è tale da giustificare ogni operazione, dal momento che esistono diversi fattori convergenti, come una chiarezza visionaria e una velocità di esecuzione in grado di rendere operativi in breve tempo tutti i progetti, anche quelli da tempo in cantiere. I messaggi di fiducia non devono far dimenticare le criticità del complesso sistema di filiere tecnologiche elaborato da Elon Musk, che avanzano più di quanto il mercato stesso non sia in grado di recepire. Ma il fascino del pioniere che varca ogni soglia facendo intravedere il futuro supera di gran lunga le titubanze degli scettici.


Disclaimer: Tutte le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale

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