Le nuove tecnologie (in particolare l’Intelligenza Artificiale e la Robotica) e i cambiamenti demografici in atto (con l’affermazione della società multiculturale e multigenerazionale), unitamente ai processi storici di varia natura che impattano l’organizzazione aziendale (come l’internazionalizzazione delle attivitàe delle conoscenze) sono i tre principali fattori di un veloce cambiamento in atto che non possono essere valutati solo sotto l’aspetto quantitativo e numerico. L’insieme di questi fattori sta rivoluzionando la cultura, la società, le imprese, e avrà impatti sui paradigmi conoscitivi. Questi ultimi sono al centro dell’attenzione e si riferiscono agli inLa AI generativa rappresenta un esempio di innovazione Big Bang. Le innovazioni Big Bang sono state descritte da Larry Downes e Paul Nunes nel loro libro Big Bang disruption tradotto e pubblicato da Egea a Milano nel 2014. Una delle caratteristiche di queste innovazioni, a differenza delle più note innovazioni disruptive descritte da Clayton Kristensen, è che la loro adozione nel mercato non segue un percorso graduale, ma invece si diffondono rapidamente conquistando il mercato in un lampo con un impatto repentino sulla società.
Altre innovazioni simili di grande impatto sono state il microprocessore, il PC portatile e il World Wide Web. Alla base delle innovazioni Big Bang c’è quasi sempre la valorizzazione di anni di ricerca scientifica grazie alla efficace collaborazione tra Accademia, Industria e Imprenditoria. Dietro ogni innovazione di tipo Big Bang c’è sempre un gioco di squadra complesso e affascinante. Tra i protagonisti di questo gioco la ricerca scientifica e l’Accademia hanno un ruolo fondamentale e insostituibile. Ed è nei laboratori delle università che spesso si pongono le basi per quei progressi che rivoluzionano il nostro modo di vivere. I grandi passi avanti nell’intelligenza artificiale che stiamo vivendo oggi, specialmente nella AI generativa hanno origine nel 2012 con il Deep learning ed è un motivo di orgoglio sapere che molti di questi risultati portano la firma di ricercatori italiani.
Questi progressi non nascono mai in isolamento. Si tratta di un vero gioco delle parti dove università, start up e grandi imprese collaborano per spingere i limiti dell’innovazione. Negli Stati Uniti questo modello di cooperazione è particolarmente efficace: molti dei migliori ricercatori combinano ruoli accademici con posizioni di leadership nelle aziende tecnologiche. Dunque è facile trovare professori delle migliori università, che sono anche affiliati ai laboratori di ricerca di aziende importanti. Un esempio emblematico è Geoffrey Hinton, pioniere dell’Intelligenza Artificiale, vincitore del Premio Nobel per la fisica nel 2024. Oltre al suo lavoro all’Università di Toronto, Hilton ha avuto un ruolo chiave in Google. Questa profonda collaborazione tra mondo accademico e aziendale è una caratteristica distintiva dei contesti dove l’innovazione prospera.
* Ruggero Frezza
Brano tratto dal capitolo “Eroi e Imprese, strategie per la valorizzazione della ricerca”, contenuto nel libro “Pensiero e approccio strategico, a cura di Marco Vitale e Vittorio Coda, pubblicato da Guerini Next, Milano, anno 2025. (pagg. 219 – 220)
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