La recente scoperta che alcuni studi scientifici in campo sanitario, pubblicati su prestigiose riviste internazionali, erano stati costruiti con sistemi artificiali per forzare alcune tesi – e garantire così l’afflusso di ulteriori fondi ai dipartimenti di ricerca – ha portato in evidenza la necessità di maggiori controlli sulle procedure adottate e sui risultati ottenuti da scienziati ed esperti. In un altro caso, una ricerca pubblicata su Radiology ha dimostrato che l’IA genera radiografie false così perfette da ingannare la maggioranza dei radiologi esperti, rischiando di inserire pazienti inesistenti nelle linee guida cliniche.

Questi e altri fatti impongono che i controlli finali delle ricerche non siano assegnati agli stessi sistemi che hanno generato o contribuito a elaborare i risultati degli studi. In sostanza, è l’uomo che deve avere la decisione finale. Ma come fare per migliorare le capacità di analisi e di critica? Una buona dose di scetticismo è necessaria. Alla base della scienza c’è il dubbio, la valutazione critica, la scomposizione analitica dei dati, la valutazione comparata. Le macchine, per quanto esperte, elaborano e costruiscono conoscenza sulla base di archivi dati e di istruzioni specifiche. Al momento la soluzione a questo genere di problemi è costituita dal dibattito, dal confronto anche appassionato tra visioni diverse. In definitiva è il confronto dialettico tra punti di vista e conoscenze diverse a favorire una cultura della supervisione e del controllo.

Ciò che un esperto vede è diverso da quanto è osservato da un altro competente in materia, che magari ha lo stesso background scientifico ma diverse affinità culturali e valoriali. Contrapporre culture, tesi, visioni del mondo, non è un favoreggiamento allo scontro, ma un efficace metodo per incrementare le capacità di giudizio e rappresenta una sana critica epistemologica. Si tratta di riportare alla luce la scuola dei Dialoghi platonici, della scolastica medievale, del dibattito aperto. Per potenziare questi aspetti non basta la formazione sic et simpliciter, che spesso è basata sull’istruzione di dati e informazioni.

Occorre creare palestre di idee, incentivare il confronto per andare alla ricerca di errori e contraddizioni negli archivi della conoscenza. L’intelligenza artificiale senza dubbi metodologici può diventare un fragile castello di vetro. Perfezionare i sistemi con una maggiore acquisizione di dati senza migliorare le capacità critiche dell’uomo è un rischio. La via della formazione futura prevede anche corsi di dibattito. Che non vuol dire litigare o accapigliarsi, ma sapersi esercitare nella sublime disciplina del confronto critico.


Disclaimer: Tutte le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale

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