Il sistema produttivo italiano è alle prese con una sfida epocale, dettata dall’ingresso dell’Intelligenza Artificiale e da un contesto internazionale che costringono a rivedere modelli e scopi dell’impresa. Siamo preparati a questa sfida? Basteranno le formazioni didattiche a supportare il cambiamento o si dovranno adottare nuove soluzioni? A queste domande ci ha risposto Federico Silvestri, amministratore delegato del gruppo Il Sole 24 Ore, che considera la formazione e la consulenza esterna come risposte strategiche per dare risposte al bisogno degli imprenditori.
Lo abbiamo chiesto a Federico Silvestri, Amministratore delegato del gruppo Il Sole 24 Ore
L’intelligenza artificiale e altri fattori vanno ad impattare i modelli organizzativi delle imprese. Come affrontare la sfida del cambiamento?
Federico Silvestri – È necessario innanzitutto avviare una presa di coscienza. Il primo punto è che questo cambiamento riguarda soprattutto il tessuto della piccola e media impresa. Rimandare il problema vuol dire accentuarlo. Dall’altra parte è necessario che le istituzioni e il mondo dell’associazionismo si facciano parte responsabile per mettere a disposizione delle imprese strumenti per evolvere e affrontare la trasformazione.
Ma è anche necessario un atteggiamento attivo da parte degli imprenditori. Oggi c’è una situazione che sembra in apparente contraddizione e deve essere gestita in maniera parallela: da una parte occorre cogliere gli aspetti che la tecnologia – segnatamente l’intelligenza artificiale – può portare come valore aggiunto immediato alla produttività aziendale. Dall’altra parte questa tecnologia non è pensabile che sostituisca integralmente il fattore umano.
Quindi è necessario investire sulle competenze, sulle nuove professioni e trattenere i talenti più importanti che si hanno a disposizione. Il combinato disposto di questi aspetti migliora la competitività e stabilisce le nuove metriche produttive di un’azienda.
L’intelligenza artificiale, anche dal punto di vista del suo inserimento nelle organizzazioni, corre più veloce del percorso formativo erogato da istituti tecnici e corsi universitari. In questo contesto di ritardi conoscitivi, dovrà nascere una istruzione e formazione parallela?
Federico Silvestri – Sicuramente, anche perché intanto “intelligenza artificiale” è un termine che sta diventando un pochino vuoto perché è diventata talmente tanto pervasiva – e talmente tanto piena di sfaccettature diverse, secondo gli ambiti di applicazione – che bisognerebbe indagare ciascuno di questi aspetti. Detto questo, la più grande delle sfide è l’adoption, cioè la capacità di ciascun soggetto, sia esso un singolo o un’organizzazione come un’impresa, di capire come avere benefici immediati dall’adottare nel proprio ambito i sistemi di intelligenza artificiale. L’utilizzo di formatori e di esperti che formano e costruiscono competenze aziendali è sicuramente determinante.
Disclaimer: Tutte le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale
