Da qui emerge un nuovo compito per chi guida la formazione aziendale: progettare contesti nei quali tecnologia e intelligenza umana si rafforzino reciprocamente.

La Learning Agility, infatti, non è soltanto una qualità individuale, è – soprattutto – una responsabilità organizzativa.

Un’impresa che vuole diventare realmente digitale deve quindi imparare a costruire ambienti nei quali sia normale sperimentare, aggiornarsi, mettere in discussione pratiche consolidate e, quando necessario, anche disimparare.

Quest’ultimo verbo merita attenzione.

In un mondo che cambia rapidamente, ciò che ha funzionato ieri può diventare domani un limite.

La capacità di abbandonare vecchi schemi diventa così importante quanto quella di acquisirne di nuovi.

Per le Corporate Academy si apre una prospettiva nuova: non misurare soltanto quante persone hanno frequentato un corso, ma quanto l’organizzazione è diventata più capace di apprendere.

È una piccola rivoluzione culturale.

Il vero successo di un’Academy potrebbe non essere più il numero delle ore di formazione erogate, ma la capacità di lasciare nell’impresa una curiosità permanente, una maggiore autonomia nell’apprendere e una più forte capacità di adattarsi.

il manager del futuro non sarà necessariamente quello che conosce già tutte le risposte, sarà quello capace di affrontare una domanda nuova e di sapere dove, come e insieme a chi imparare la risposta.


Disclaimer: Tutte le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale

Laureata in lingue all'Università di Milano, collaboratrice Economia Corriere della Sera. Ha scritto anche per Il Sole 24 Ore e il periodico della Aldai-Federmanager. È autrice di libri sulla lingua inglese, pubblicati da Rizzoli e Mondadori. Attualmente è editor-in-chief del magazine on line DiPlanet.Tech, pubblicato da Emmegi Group di Milano.

Exit mobile version