Il riscaldamento globale sta sciogliendo i ghiacci anche al Polo Nord e la via marittima artica sarà fruibile per un periodo maggiore durante l’estate. Così molti mercantili commerciali potranno affrontare il viaggio dalla Cina all’Europa transitando a Nord della Siberia e della Russia, con risparmio di tempo rispetto alle vie tradizionali, peraltro congestionate dalle tensioni lungo il Mar Rosso. La valenza strategica della Groenlandia, sotto l’espetto geografico, non riguarda solo il controllo della navigazione: per gli Stati Uniti è un avamposto di difesa, al fine di arginare i potenziali rischi offensivi delle forze militari russe e cinesi, che pattugliano la zona con sommergibili, rompighiaccio e navigli scientifici.
Ma la Groenlandia è ricca di materie prime, come uranio, oro, petrolio, ferro, e come le Terre Rare, i metalli strategici per i microchip, l’avionica, le telecomunicazioni, l’industria. Minerali che gli Stati Uniti sono oggi costretti ad importare dalla Cina ma che, in futuro, potranno essere reperiti proprio in Groenlandia, che ne ha una riserva ragguardevole.
Sull’isola-continente sono già operative alcune società minerarie statunitensi che si occupano di esplorazione geologica e di attività estrattiva. Tra queste ve ne sono due che esprimono pienamente lo spirito dei tempi: Critical Metals Corp. e Kobold. Su queste ci si deve soffermare in dettaglio. Nella compagine societaria di Critical Metals Corp si trovano tutti i principali fondi statunitensi che a loro volta dominano la scena sui mercati azionari e che si sono esposti a sostegno dell’amministrazione Trump per la ricostruzione e per lo sfruttamento delle risorse minerarie in Ucraina: BlackRock, Vanguard, State Street. Solo grandi capitali finanziari possono sostenere le spese e i costi per esplorare il sottosuolo, trovare materie prime e avviarne impianti per lo sfruttamento. Da qui si comprendono le pressioni dei vertici di questi gruppi affinché il Tycoon premesse l’acceleratore e non si fermasse di fronte alle richieste di compromesso che avanzavano gli altri Paesi, a partire dall’Europa per finire con Russia e Cina.
Ma Kobold è ancora più rappresentativa, perché al suo interno si intrecciano interessi variegati e che meritano una riflessione più profonda. Nella pancia di questa società mineraria i soci forti sono i principali protagonisti dell’innovazione tecnologica americana. Vi si trovano i fondatori delle principali Big-Tech statunitensi, a cominciare da Bill Gates di Microsoft, che viene affiancato da Jeff Bezos di Amazon e da altri. Vediamoli in dettaglio. Secondo i dati reperibili sui siti finanziari specializzati, come persone fisiche sono presenti anche Ray Dalio e Mukesh Ambani, entrambi imprenditori e investitori di forte spessore. Dalio, italo-americano, ha fondato Bridgewater, una società di investimenti finanziari. Ambani è a capo di un colosso che opera in diversi settori e che è presente sul segmento dell’acciaio. In aggiunta, nella compagine azionaria di Kobold si trova con una quota di rilievo un veicolo societario, Breaktrough Energy, i cui soci sostenitori sono, oltre a Bill Gates, Michael Bloomberg dell’omonimo gruppo e Sam Altman, di OpenAI, che partecipa attraverso la sua società Apollo Project.
Come si può comprendere Kobold ha interessi molteplici. Il suo scopo principale consiste nell’esplorare le opportunità legate alle risorse geologiche e minerarie, ma al suo interno si trova un cuore, Breaktrough Energy, che è indirizzato a risolvere il problema dell’energia. La società, infatti, è esposta anche nella progettazione di mini-centrali nucleari per sostenere la fame di energia dei data center su cui si basa lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. In Groenlandia, sono convinti i soci di Kobold, si potrebbero creare siti operativi congiunti, centrali nucleari – data center, grazie a due risorse presenti: l’uranio e il freddo. La presenza di uranio, materia radioattiva e fissile, sarebbe già stata identificata in alcune aree, mentre il freddo è ovunque e servirebbe a refrigerare, a costo irrisorio, sia gli impianti energetici e sia i data center, che per loro struttura sono soggetti a surriscaldamenti.
Ma c’è un altro operatore che ha mire sulla Groenlandia. Per certi aspetti è quello ancora più visionario, che è insieme temuto e ascoltato da Trump. Si tratta di Peter Thiel, il fondatore di Paypal, il primo fondatore esterno di Facebook e il co-fondatore di Palantir. Con il suo nuovo veicolo, Praxis, ha finora raccolto 525 milioni di dollari, per creare in Groenlandia una nuova città del futuro, interamente basata sulla tecnologia token, dove non esiste moneta contante ma solo criptovalute. Si tratta di un nuovo modello di convivenza altamente ingegnerizzata che integra la domotica abitativa con l’urbanistica evoluta, dove la mobilità è elettrica e automatica, e dove ogni attività è supervisionata da sistemi di intelligenza artificiale. Si tratta del nuovo “Network State”, un nuovo New England dove i fondatori non sono più i Padri Pellegrini, ma i profeti dell’innovazione tecnologica, con i loro gusti e le loro ambizioni.
A questo punto, se si uniscono i puntini è possibile fare un ricamo e ricavare un’immagine che nel complesso appare ancora più nitida rispetto alla chiarezza delle singole parti. Ed è anche possibile comprendere quale sia stato in passato e possa essere ancora in futuro l’intreccio di spinte e di pressioni che portano il presidente Donald Trump a scelte ardite. Ci sono ragioni che si possono spiegare sulla base del carattere e della personalità individuale, ma si inquadrano meglio se esiste anche un contesto che le motiva e giustifica. Come, ad esempio, valga la decisione di Trump di nominare Ken Howery ambasciatore degli Stati Uniti in Danimarca. Prima di accedere a incarichi diplomatici, Howery ha cofondato PayPal insieme a Peter Thiel, ed inoltre, il suo fondo di venture capital Founders Fund, istituito nel 2005 a San Francisco, ha tra i suoi soci Peter Thiel.
Non ci sono coincidenze fortuite. La Groenlandia è vista da alcuni grandi capitalisti come il nuovo Eldorado, il continente dove si potrà sperimentare la nascita di un nuovo modello insieme economico e urbano, tecnologico e avanzato, con una propria autonomia energetica e di sicurezza. E dove il modello produttivo sarà agganciato alla tokenizzazione di ogni struttura e di ogni attività.
È il Nuovo Mondo delle tecno-imprese e della criptofinanza, sarà costruito nel ghiaccio e potrebbe diventare il centro strategico dell’intelligenza artificiale mondiale e della elaborazione dei dati della nuova economia americana, un punto di riferimento per tutte le imprese, anche europee, che avranno bisogno di trattare imponenti volumi di informazioni.
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