Le nuove tecnologie (in particolare l’Intelligenza Artificiale e la Robotica) e i cambiamenti demografici in atto (con l’affermazione della società multiculturale e multigenerazionale), unitamente ai processi storici di varia natura che impattano l’organizzazione aziendale (come l’internazionalizzazione delle attivitàe delle conoscenze) sono i tre principali fattori di un veloce cambiamento in atto che non possono essere valutati solo sotto l’aspetto quantitativo e numerico. L’insieme di questi fattori sta rivoluzionando la cultura, la società, le imprese, e avrà impatti sui paradigmi conoscitivi. Questi ultimi sono al centro dell’attenzione e si riferiscono agli individui e alle comunità di cui fanno parte.
Detto in sintesi, i rapporti Uomo-Macchina, Uomo-Società e Uomo-Impresa hanno al centro le conoscenze dell’uomo, con le sue caratteristiche antropologiche, personali, formative, professionali, che si sintetizzano nel termine, genericamente pop ma efficace, di qualità del bagaglio cognitivo, con cui si intende l’insieme delle forze e delle conoscenze che sono professionali, intellettive, pratiche, emotive, sentimentali, dalle quali non si può prescindere e che costituiscono, insieme al capitale e alle unità produttive, la base del patrimonio aziendale, nel suo vasto e variegato complesso.
Accanto dunque ai pilastri del capitale, dei sistemi di produzione e delle risorse umane se ne deve strutturare strategicamente un quarto, quello appunto delle conoscenze, che deve essere presentato, misurato, valorizzato, come storicamente continua a fare da tempo il knowledge management.
L’argomento è molto attuale, dal momento che l’ingresso dell’Intelligenza Artificiale in azienda pone nuove sfide, tra cui la necessità di creare una difesa al proprio patrimonio di conoscenze. Un sistema algoritmico esterno a cui ci si rivolge per risolvere un problema interno alla azienda è in grado di risucchiare i dati dell’azienda stesso: questo rischio non può essere scongiurato. Dunque, non appare più certo e delimitato il confine che separa la proprietà dei dati dalla funzione intellettuale che li elabora e li interpreta. Da qui la necessità di aumentare i livelli difensivi che tutelino il patrimonio dei dati, e con essi, delle conoscenze aziendali.
Per quanto le diverse discipline cerchino di affrontare singolarmente questi aspetti, le tendenze convergono verso una dimensione integrata delle architetture informative e in particolare della cultura d’impresa, che non tralasci nessun particolare, umana e tecnologica. In questo senso possiamo azzardare un’idea, che è insieme un progetto di percorso formativo: la creazione di una nuova figura professionale che sia in grado di far confluire nella sua funzione le competenze di gestione con quelle tecnologiche per la salvaguardia del patrimonio conoscitivo aziendale.
Una figura che definiamo Human Business Officer (HBO): un responsabile che lavora a stretto contatto con la direzione del personale e con i responsabili dei sistemi informativi e della protezione dei dati al fine di favorire non solo l’integrazione delle diverse competenze, umane e tecnologiche, ma anche la continuità del patrimonio aziendale sotto l’aspetto della proprietà intellettuale, sempre più sotto attacco dall’esterno.
Disclaimer: Tutte le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale
