C’erano una volta le copie degli originali rigorosamente su carta, depositate in archivi polverosi. I gruppi industriali che se li potevano permettere avevano anche sistemi per microfilmare documenti, progetti, contratti. Le aziende, a quei tempi, erano chiuse. Ogni dato restava tra le mura degli scantinati e nulla trapelava all’esterno. Ai tempi odierni l’impresa è la cellula di una rete estesa, in continuo dialogo e sottoposta ai rischi dell’intrusione informatica. L’hackeraggio e l’Intelligenza Artificiale, spesso uniti, sono in grado di devastare interi archivi digitali. Premunirsi con sistemi di crittografia e con copie di back up può essere utile per non perdere il patrimonio, ma in caso di attacchi si rischia che altri siano a conoscenza di ciò che si dovrebbe mantenere riservato. La legge istruisce particolari comportamenti: la responsabilità del traffico e della conservazione dei dati spetta a personale designato dai vertici aziendali per una tutela complessiva, che prevenga rischi esterni e interni.

Le misure di protezione

Vale un detto che gira tra gli esperti: l’innovazione tecnologica è una leva per le imprese, un grimaldello per i ladri. Se vuoi imparare a difenderti, studia le tecniche di chi ti può attaccare. Intanto la disciplina insegna che si devono controllare gli accessi alla rete e alle piattaforme e che si devono siglare accordi di riservatezza con tutti, dicasi tutti, i dipendenti e collaboratori. E a ciò si devono aggiungere, necessariamente, corsi di formazione e di aggiornamento per adeguarsi ai tempi e per mantenere il passo della trasformazione tecnologica, trasformazione che oggi precede i cambiamenti aziendali. Cybersecurity e Privacy sono le basi della conoscenza specifica per formare i Data Protection Officer (DPO), un fulcro fondamentale nella struttura imprenditoriale, a stretto contatto con i dirigenti di prima fascia e con i vertici amministrativi.

Dove guardare

Nel nostro Paese sono attive diverse accademie di riconosciuto prestigio specializzate nella formazione di esperti in Data Protection, alla base di ogni ulteriore specializzazione. La scelta da compiere è strettamente legata al tipo di livello di competenza che si vuole raggiungere, ovvero se si necessita di percorsi avanzati per specialisti, i DPO appunto, o se si vuole diffondere la cultura della sicurezza su una parte dei lavoratori coinvolti nel processo di raccolta e di sistemazione dei dati.

In particolare, per l’Alta formazione in Italia, specificamente per la creazione di ruoli DPO in azienda, sono attive queste Academy, con diverse profilature:

  • GDPR Academy (Gruppo FLA). Si tratta di una realtà tipicamente focalizzata sulla cultura della protezione dei dati. Offre percorsi formativi in linea con la normativa delle figure professionali della privacy (classificazione UNI CEI EN 17740 e Regolamento Ue 2016/679). Questa Academy è accreditata presso la Regione Lombardia e la Regione Lazio.
  • Academy IIP, Istituto Italiano Privacy. Presenta una offerta indirizzata in particolare alla formazione di manager e di consulenti di alto profilo, figure che siano in grado di operare all’interno di scenari complessi per prendere decisioni in breve tempo. Sono previsti anche corsi su piattaforme online.
  • Raise Academy. È la divisione formativa di PrivacyLab, un’Academy orientata alla risoluzione di problemi pratici e dunque incanalata verso una utenza che abbia già una preparazione di base in materia. Per questa ragione viene preferita da DPO, informatici e consulenti per una formazione permanente sull’evoluzione delle tecnologie digitali.
  • DPO Academy. Fa parte del colosso internazionale di consulenza Rödl & Partner. Si propone come una scuola di alta formazione e ha la caratteristica di offrire percorsi a moduli, pensati per affrontare singolarmente la valorizzazione delle competenze informatiche, manageriali, legali e organizzative.

Risulta chiaro che in Italia esistono numerose altre realtà che sono operative in questo campo, quello della Data Protection. In questa sede si è voluto presentare un ristretto gruppo per mettere in rilievo le sezioni e le modalità di attività, che sono importanti per coloro che approcciano la disciplina della Protezione dei Dati, o che vogliono implementarla.


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