I tradizionali modelli di conoscenza, basati su pattern e paradigmi statici, vengono superati dalla pervasiva invasione delle nuove tecnologie, che determinano un ribaltamento delle scale gerarchiche nelle imprese: le conoscenze dei sistemi esperti precedono le attività, la ricerca del nuovo prevale sull’affermazione del già acquisito. La produzione, in definitiva, dipende sempre più da fattori esterni che condizionano le mentalità operative. Il senso del futuro e dell’ignoto diventano il cuore del presente. E il presente viene percepito come limite da superare. È questo uno degli effetti più evidenti imposti dall’accelerazione dell’innovazione tecnologica. Lo si intuisce dagli sviluppi dei sistemi, legati alla legge di Moore.

Il merito

La grande trasformazione in atto, che è insieme tecnologica, cognitiva e organizzativa, desta pesanti interrogativi sulle attuali conformazioni di ogni comunità e impresa. Risultato: i modelli del passato non sono più validi e devono essere aggiornati. I pilastri del capitale, delle tecnologie (insieme alle classiche forze di produzione) e delle risorse umane devono essere accompagnati da un quarto caposaldo: il PATRIMONIO COGNITIVO, inteso come un insieme molto flessibile, un macro-organismo in evoluzione che dipende dai tre pilastri precedenti, ma che ha anche un elevato grado di autonomia e indipendenza perché, appunto, dipende da sistemi algoritmici spesso esterni all’impresa.

La principale sfida del futuro consiste nel governare la dinamica dei quattro pilastri elencati, favorendo sinergie senza perdere il dominio delle attività.

Il metodo

Per le ragioni elencate è necessario che le imprese – e soprattutto le start up – rielaborino i loro piani di sviluppo e di crescita, tenendo conto delle nuove impostazioni. Così, ad esempio, i Business Plan che hanno caratteristiche in prevalenza contabili e finanziarie, non saranno più sufficienti a stabilire un programma evolutivo. Vediamo per punti alcune sfide da affrontare e che, se non prevenute, conducono al fallimento.

  1. Molte start up hanno cessato l’attività perché concentrate solo sull’idea produttiva, sul fatturato da raggiungere e sui costi gestionali da affrontare per portare sul mercato la loro offerta. Mancava un piano delle conoscenze apparentemente secondarie (propaganda e comunicazione) ma intrinsecamente promotrici di sviluppo (figure professionali, ingegneristiche e tecniche legate all’implementazione del processo, adozione dell’intelligenza artificiale).
  2. Le aziende, tutte le aziende, saranno progressivamente impegnate a inserire nella loro pianificazione strategica il concetto di PATRIMONIO COGNITIVO, che consiste nell’insieme di conoscenze aziendali a cui si aggiungono le conoscenze esperibili nell’immediatezza grazie all’adozione di sistemi esperti. Su questo punto occorre che sia implementata la formazione di personale interno per sviluppare aree di dialogo sulle varie competenze da integrare.
  3. Le conoscenze di un’impresa devono essere tutelate grazie a forme giuridiche che stabiliscano anche i diritti di utilizzo. Infatti, i sistemi esperti legati all’intelligenza artificiale – e in futuro anche i servizi di servitization – sono in grado di estrapolare dati e informazioni che sfuggono dal perimetro del patrimonio aziendale.
  4. Il primo passaggio da compiere per valutare il grado e il valore delle competenze/conoscenze/cognizioni è costituito dalla CERTIFICAZIONE. Ogni aspetto della conoscenza aziendale merita di essere valutato.
  5. Il BUSINESS PLAN COGNITIVO è uno strumento di conoscenza e di pianificazione degli interventi sul pilastro cognitivo delle aziende, e tiene comunque in considerazione l’esistenza degli aspetti economici (bilancio, investimenti, conto economico e stato patrimoniale), di quelli legati al personale (risorse umane, interni, collaboratori, consulenti, fornitori) e all’avanzamento delle soluzioni tecnologiche adottate.

Disclaimer: Tutte le immagini sono generate con l’intelligenza artificiale

Giornalista italiano specializzato in economia, finanza e mercati, autore di analisi e approfondimenti dedicati ai principali scenari economici nazionali e internazionali.

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